
Artroscopia, intervento di Latarjet e sostituzione protesica di spalla, in quali casi si procede con la chirurgia? Ne parliamo con il dottor Massimo Brignolo, responsabile del Centro della Spalla di Clinica Sedes Sapientiae.
Cos’è l’artroscopia della spalla?
L’artroscopia della spalla è una tecnica chirurgica mininvasiva che consente di diagnosticare e trattare numerose patologie articolari. Attraverso piccole incisioni e l’uso di una telecamera, il chirurgo può riparare tendini, legamenti e capsule articolari con grande precisione, riducendo l’impatto dell’intervento e favorendo un recupero più rapido.
Come si trattano le instabilità di spalla più complesse?
Nei casi di instabilità di spalla associata a una lesione ossea, può essere indicato l’intervento di Latarjet, oggi eseguibile anche in artroscopia. Questa tecnica consente di ripristinare la stabilità della spalla con grande precisione e tempi di recupero ottimizzati garantendo al paziente il ritorno alle attività quotidiane in un tempo ridotto.
E nei casi di grave degenerazione?
Quando la spalla è gravemente degenerata, tipicamente in seguito a patologie di tipo artrosico, a gravi traumi o a patologie reumatiche, può essere necessaria la sostituzione protesica. I principali tipi di protesi sono due: la protesi anatomica, che riproduce la struttura della spalla e la protesi inversa, chiamata così perché la componente sferica viene impiantata dove normalmente c’è la concavità dell’articolazione e viceversa.
La scelta tra protesi anatomica e inversa dipende dallo stato dei tendini e viene pianificata in modo personalizzato, spesso con l’aiuto della navigazione chirurgica. Nei casi in cui i tendini del paziente sono degenerati oltre misura dobbiamo ricorrere alla protesi inversa, se invece i tendini sono ancora sani, la scelta ricadrà sulla protesi anatomica.
