Preservazione della fertilità e congelamento degli ovociti


Il congelamento degli ovociti è una tecnica di medicina della riproduzione che consente di prelevare e conservare le cellule uovo femminili in giovane età per utilizzarle in un momento successivo. Grazie a questa procedura, la fertilità può essere preservata nel tempo, offrendo alle donne maggiori possibilità riproduttive future.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Sorin Parastie, Responsabile del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) della Clinica Sedes Sapientiae, in collaborazione con Eugin.

Fertilità femminile: in quali casi congelare gli ovuli?

La durata della vita media si è allungata considerevolmente nell’ultimo secolo, ma la vita riproduttiva della donna è rimasta sostanzialmente invariata: una donna di 40 anni infatti può godere di ottima salute generale, eppure le sue probabilità di concepire sono significativamente ridotte rispetto a dieci anni prima. La ragione è biologica: gli ovociti invecchiano insieme alla donna, diminuendo progressivamente in numero e qualità e riducendo così le probabilità di maternità.

Tuttavia, nell’età più fertile della donna possono presentarsi motivi clinici, ad esempio, una malattia che impatta sulla fertilità, oppure personali che portano a decidere per posticipare la maternità. È il caso di donne che, a seguito di una diagnosi di malattia oncologica, devono sottoporsi a chemioterapia o radioterapia, oppure di donne con endometriosi grave, con ridotta riserva ovarica o che hanno già subito interventi chirurgici sulle ovaie. In questi casi la crioconservazione è raccomandata prima di iniziare i trattamenti, per salvaguardare la possibilità di una gravidanza futura.

La crioconservazione può essere richiesta anche da donne che scelgono di posticipare la maternità per ragioni personali o professionali – viene definita “social freezing” – una scelta sempre più diffusa, che consente di non rinunciare alla possibilità di diventare madre nel tempo.

Esistono inoltre situazioni che indicano un possibile esaurimento precoce degli ovociti, come in caso di:

  • familiarità per menopausa precoce (nonna, madre o sorella andate in menopausa prima dei 45 anni)
  • cicli mestruali ravvicinati ogni 20-25 giorni
  • storia di interventi chirurgici alle ovaie.

In presenza di queste condizioni è opportuno sottoporsi a un approfondimento diagnostico per individuare il rischio e, quindi, la possibilità di preservare la fertilità con la crioconservazione degli ovuli. Affidarsi a un centro specializzato in Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è il primo passo per affrontare questo percorso in modo sicuro e consapevole, con un’équipe dedicata, un laboratorio di embriologia con tecnologie avanzate e un approccio personalizzato e multidisciplinare.

Entro quale età effettuare il congelamento degli ovuli?

L’età al momento del congelamento è un fattore determinante per il successo della procedura:

  • prima dei 35 anni si ottengono le migliori probabilità, con ovociti di qualità ottimale
  • tra i 35 e i 38 anni i risultati sono ancora favorevoli
  • oltre i 38-40 anni la qualità ovocitaria tende a ridursi progressivamente.

Non tutte le donne che congelano i propri ovociti avranno poi necessità di utilizzarli perchè alcune concepiranno naturalmente, ma per chi non riuscisse a ottenere una gravidanza, disporre di ovociti più giovani rappresenta un’importante risorsa.

Come si svolge la crioconservazione degli ovuli?

Il percorso di crioconservazione degli ovuli prevede una valutazione iniziale che include un colloquio specialistico, un’ecografia ginecologica e il dosaggio di alcuni ormoni tra cui l’AMH, indicatore della riserva ovarica, allo scopo di definire il profilo della paziente e costruire un protocollo personalizzato.

Segue la fase di stimolazione ovarica, durante la quale vengono somministrati farmaci ormonali per circa 10 giorni, con l’obiettivo di favorire la maturazione di più ovociti nello stesso ciclo. Nel corso di questo periodo, controlli ecografici e ormonali permettono di monitorare la crescita follicolare e stabilire il momento ottimale per il prelievo.

Il pick-up ovocitario è una procedura mini-invasiva, eseguita in sedazione leggera e della durata di circa 10 minuti. Gli ovociti maturi vengono quindi sottoposti a vitrificazione, una tecnica di congelamento rapido che garantisce elevati tassi di sopravvivenza allo scongelamento. Le cellule uovo vengono conservate in azoto liquido a -196°C fino al momento in cui la donna deciderà di utilizzarle.

È bene sottolineare che la procedura non garantisce una gravidanza futura e che può essere necessario più di un ciclo per raccogliere un numero adeguato di ovociti.

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