
Ne parliamo con la dottoressa Maria Consolata Amedeo, ginecologa della Clinica Sedes Sapientiae.
Omocisteina e iperomocisteinemia: cos’è e i rischi di livelli elevati nel sangue
Cos’è
L’omocisteina è un amminoacido derivato dalla metionina, una sostanza fondamentale per la sintesi proteica e per molteplici processi metabolici, che viene assunta tramite gli alimenti ricchi di proteine come le uova, la carne e i legumi.
Il metabolismo dell’omocisteina viene regolato grazie all’azione di alcuni specifici enzimi e vitamine – in particolare le vitamine B6, B12 e acido folico – presenti nel sangue. Se l’assunzione di queste vitamine è insufficiente, l’omocisteina si accumula nel sangue (iperomocisteinemia) e può provocare danni alle pareti dei vasi sanguigni che irrorano organi come cuore, cervello e ossa.
Rischi
Fonti scientifiche evidenziano che elevati livelli di omocisteina possono essere un fattore di rischio soprattutto per l’apparato cardiovascolare e cerebrovascolare, anche se non è dimostrato che la riduzione farmacologica dell’omocisteina determini una riduzione degli eventi cardiovascolari.
- A livello cerebrale il danno può interessare le piccole arterie cerebrali con un rischio 4 volte superiore, secondo alcuni studi, di episodi di trombosi cerebrale e di ictus. Sembra esistere inoltre una associazione ad un maggiore rischio di declino cognitivo e malattia di Alzheimer, anche se il rapporto causale non è ancora definitivamente stabilito.
- A livello cardiovascolare, l’iperomocisteinemia è ritenuta un fattore di rischio per aterosclerosi coronarica e l’infarto al miocardio.
- A livello osseo, l’eccesso di omocisteina interferisce con la sintesi e la qualità del collagene, proteina che dona elasticità e resistenza alla struttura ossea, contribuisce a ridurre anche la densità minerale ossea rendendo lo scheletro più fragile e stimola la produzione di radicali liberi aumentando I’attività degli osteoclasti e favorendo il riassorbimento osseo.
In gravidanza, elevati livelli di omocisteina sono correlati a preclampsia, difetti di crescita fetale, distacco prematuro di placenta e aborti spontanei ripetuti.
Omocisteina: come si misura, valori normali e in eccesso
Con un esame del sangue effettuato con un normale prelievo venoso è possibile misurare i livelli di omocisteina nel sangue (omocisteinemia).
Si considerano normali valori di omocisteina compresi tra 5 e 15 micromoli/L con variazioni per la popolazione femminile in età fertile, in cui i valori tendono ad essere più bassi rispetto a quella maschile. Inoltre, dopo la menopausa i livelli di omocisteina possono aumentare così come, in entrambi i sessi, con l’avanzare dell’età.
Quando i livelli di omocisteina superano i 15-16 micromoli/L si parla di iperomocisteinemia.
Le cause dell’iperomocisteinemia sono molteplici e possono includere:
- fattori genetici
- alimentazione
- stile di vita
- patologie renali.
Quando controllare i livelli di omocisteina?
La misurazione dei livelli di omocisteina è raccomandata in caso di:
- fattori di rischio cardiovascolare
- gravidanza
- terapia con contraccettivi orali
- menopausa
- osteoporosi
- sindrome metabolica
- dieta squilibrata.
Cosa fare in caso di elevati livelli di omocisteina?
In caso l’esame del sangue rilevi la presenza di iperomocisteinemia, è fondamentale accertarne la causa consultando lo specialista che proporrà la cura specifica, tra queste:
- integrazione con le vitamine B6 e B12
- dieta varia ed equilibrata per assicurarsi l’assunzione di tutti i micronutrienti essenziali, anche con l’assunzione di alimenti fortificati – ad esempio, cereali da colazione, succhi di frutta, alcuni tipi di latte e di yogurt – in cui sono aggiunti acido folico, vitamina B6, vitamina B 12
- incremento dell’apporto di frutta e verdura
- abolizione del fumo
- aumento dell’attività fisica
- riduzione del consumo di alcol e caffè.
