Occhi, con l’OCT intraoperatorio interventi ancora più precisi e sicuri


Immaginate un intervento in cui il chirurgo non vede solo la superficie dell’occhio, ma tutti gli strati interni dello stesso in tempo reale, in sezione tridimensionale. Questo è possibile in Clinica Sedes Sapientiae, grazie all’arrivo dell’OCT intraoperatorio, una tecnologia avanzata al servizio del chirurgo.

In cosa consiste questo nuovo strumento? Per quali interventi viene utilizzato? Che vantaggi presenta? Ne abbiamo parlato col dottor Alberto Bellone, oculista presso la Clinica Sedes Sapientiae.

Che cos’è l’OCT intraoperatorio?

L’OCT (Tomografia Ottica Computerizzata) intraoperatorio è uno strumento estremamente sofisticato che consente al chirurgo di vedere in tempo reale, durante l’intervento, tutte le strutture oculari ad altissima definizione, come se fosse stata fatta una sezione istologica.

Quali sono i vantaggi per il paziente?

I vantaggi per il paziente dell’utilizzo dell’OCT intraoperatorio sono:

  • Maggior sicurezza: lo strumento consente di analizzare le strutture dell’occhio già durante l’intervento, al posto di visionarle in un secondo momento quando viene fissato l’appuntamento per l’esame OCT post operatorio.
  • Maggior precisione: questatecnologia innovativa consente al chirurgo di operare con estrema precisione, non si parla più di una stima, ma permette di misurare oggettivamente parametri importanti come distanza e profondità.
  • Minor incidenza di implicazioni a medio-lungo termine

L’OCT intraoperatorio non ha controindicazioni ed è quindi utilizzabile su qualunque paziente, tanto da garantire una sicurezza vicina al 100% per quello che riguarda la chirurgia oculistica moderna.

Per quali interventi viene utilizzato?

L’OCT intraoperatorio è uno strumento utilizzato nella chirurgia della retina, quindi in tutto quello che è la chirurgia mininvasiva del pucker maculare, del foro maculare, e di tutte le chirurgie che riguardano anche la retinopatia diabetica e i distacchi di retina.

L’applicazione dell’OCT intraoperatorio è di ausilio anche a livello del segmento anteriore, quindi nella chirurgia della cataratta,nella chirurgia refrattiva mediante lenti fachiche (o ICL), ossia le lenti che si posizionano all’interno dell’occhio per togliere disturbi come la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo.

È inoltre uno strumento essenziale nella chirurgia del cheratocono, in particolare nella chirurgia del cheratocono conservativa, ossia quella in cui si impiantano gli anelli intrastromali: piccole protesi che si mettono nello spessore della cornea. Questa tecnologia di alto livello è usata anche nella chirurgia del trapianto di cornea lamellare e quella a tutto spessore.

Com’è cambiato il lavoro del chirurgo grazie all’OCT intraoperatorio?

L’OCT è uno strumento a cui i chirurghi sono già abituati perché è impiegato all’interno degli ambulatori per la diagnostica, quindi come tecnologia statica. Con l’OCT intraoperatorio si compie un passo in avanti: si tratta infatti di uno strumento dinamico di cui si può usufruire durante l’intervento. Questo consente al chirurgo di raggiungere livelli di finezza e visione molto elevati, andando a vedere quello che solitamente è invisibile ad occhio nudo.

Guarda la video intervista al dottor Bellone

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