
Ne parliamo con il dottor Massimo Brignolo, responsabile del Centro della Spalla di Clinica Sedes Sapientiae.
Latarjet artroscopica: cos’è e quando è indicata?
La Latarjet artroscopica è una procedura chirurgica che si esegue in artroscopia ed è particolarmente indicata nei casi di instabilità anteriore recidivante della spalla, ossia episodi ripetuti di lussazione o sublussazione anteriore, spesso conseguenti a traumi sportivi o incidenti, con un deficit osseo tale da compromettere la stabilità della spalla.
Si tratta di una tecnica chirurgica particolarmente indicata nei pazienti giovani, sportivi o che praticano attività che richiedono ampi movimenti di abduzione ed extrarotazione della spalla, dove il rischio di recidiva di lussazione è elevato.
Secondo una recente revisione di studi clinici (Orthopedic Reviews, 2025, ID:40688455) la Latarjet artroscopica offre risultati sovrapponibili ad altre tecniche, e in alcuni casi superiori, alla tecnica tradizionale in termini di stabilità e soddisfazione del paziente. I tassi di recidiva di instabilità si mantengono molto bassi, mentre la percentuale di ritorno all’attività sportiva è elevata, soprattutto tra gli atleti che praticano discipline di contatto o con movimenti estremi della spalla. A lungo termine, il trasferimento del processo coracoideo non solo ricostruisce il margine osseo anteriore della glena, ma crea anche un effetto dinamico stabilizzante dovuto ai tendini adiacenti, che agiscono come una “cinghia” di contenimento nelle posizioni a rischio.
Tuttavia, l’indicazione all’intervento è stabilita dal chirurgo ortopedico esperto di spalla, che valuta l’entità della perdita ossea, la qualità dei tessuti e le esigenze funzionali del paziente.
Come si svolge l’intervento di Latarjet artroscopica?
L’intervento di Latarjet artroscopica consiste nel trasferimento del processo coracoideo, una piccola porzione ossea della scapola, sul margine anteriore della glena. Lo scopo è di rinforzare meccanicamente la spalla e creare un effetto di “contenimento” che impedisca alla testa dell’omero di fuoriuscire dalla cavità articolare in determinate posizioni.
La procedura viene eseguita attraverso piccole incisioni cutanee (chiamate portali), che consentono al chirurgo di operare con l’aiuto di una telecamera inserita all’interno dell’articolazione. Il processo coracoideo viene preparato, posizionato e fissato sul margine anteriore della glena mediante speciali dispositivi, chiamati bottoni corticali.
Durante l’intervento è possibile anche riparare o rinforzare i legamenti e la capsula articolare, se danneggiati, migliorando ulteriormente la stabilità complessiva della spalla.
Le complicanze più temute, come la comparsa di artrosi gleno-omerale o il malposizionamento del blocco osseo, sono relativamente rare e correlate soprattutto alla tecnica chirurgica o alla qualità dell’osso. La corretta selezione del paziente, l’esperienza del chirurgo e l’aderenza al protocollo riabilitativo rappresentano fattori determinanti per ottenere un risultato duraturo e una spalla stabile e funzionale nel tempo.
Quali sono i tempi di recupero dopo l’intervento?
Dopo l’intervento di Latarjet artroscopica, il braccio viene immobilizzato in un tutore per circa tre settimane, in posizione neutra di rotazione, per consentire la corretta guarigione dei tessuti e la consolidazione del trapianto osseo. Segue poi un programma di fisiokinesiterapia personalizzato, con fisioterapisti specializzati nella riabilitazione della spalla, che accompagna gradualmente il paziente verso il recupero della mobilità e della forza.
La riabilitazione ha un ruolo fondamentale nel recupero funzionale, poiché favorisce il ripristino graduale del movimento, la forza muscolare e la propriocezione, ossia la capacità del corpo di percepire la posizione della spalla nello spazio. Grazie alla minore invasività, i tempi di ritorno alle attività quotidiane e, per gli sportivi, all’attività sportiva agonistica o amatoriale, sono in genere più brevi rispetto alla tecnica aperta.
Tuttavia, i tempi di recupero e rientro allo sport sono stabiliti dall’ortopedico durante le visite di controllo, fondamentali per valutare la guarigione biologica dei tessuti e il recupero della funzionalità articolare. In alcuni casi, dopo tre mesi è possibile tornare a praticare certi tipi di sport con gradualità.
Quali sono i vantaggi della Latarjet artroscopica?
La Latarjet artroscopica è oggi considerata una delle soluzioni più moderne ed efficaci per il trattamento dell’instabilità anteriore della spalla con deficit osseo. L’unione tra stabilizzazione ossea e riparazione capsulo-legamentosa, eseguite in maniera mininvasiva, permette di raggiungere ottimi risultati funzionali con un decorso post-operatorio più confortevole.
Rispetto alla procedura tradizionale “a cielo aperto”, la tecnica artroscopica della Latarjet offre i vantaggi dell’approccio mininvasivo che riduce il trauma ai tessuti (muscoli e nervi), e consente una visione diretta e dettagliata all’interno dell’articolazione durante l’intervento.
Si tratta tuttavia di un intervento che richiede esperienza chirurgica specifica nella tecnica specifica e una gestione post-operatoria accurata. Quando eseguita in modo corretto e seguita da un percorso riabilitativo adeguato, la Latarjet artroscopica consente di restituire al paziente una spalla stabile, forte e capace di tornare alle attività quotidiane e sportive con sicurezza.
