Bambini e corsa: a che età iniziare, come allenarsi e cosa mangiare


Si può iniziare a correre anche da piccoli, ma fino ai 7 anni la corsa deve essere solo gioco, mentre l’allenamento strutturato vero e proprio può arrivare con l’adolescenza. Età, frequenza degli allenamenti e distanze variano con la crescita del bambino, ma è fondamentale che i genitori accompagnino la passione per la corsa senza forzarla.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Daniele Farina, pediatra di Clinica Sedes Sapientiae.

A che età un bambino può iniziare a correre?

I bambini possono cominciare a correre a qualsiasi età, facendo attenzione al modo in cui si corre e all’intensità, che vanno adattati all’età e alle condizioni fisiche:

Sotto i 4 anni è meglio non proporre attività che richiedano troppo equilibrio o controllo, come la corsa.

Dai 4 ai 6-7 anni, la corsa deve essere puro gioco perché permette di fare movimento senza pretendere concentrazione o risultati. Ad esempio, si possono proporre:

  • Giochi di rincorsa, come “prendersi” (o “acchiapparella”, “chiapparella”, a seconda delle zone)
  • Piccoli percorsi con salti, capriole, strisciamenti e ostacoli, dove sporcarsi fa parte del divertimento
  • Giochi con la palla, unendo corsa e coordinazione
  • Giochi di equilibrio, da proporre dopo i 4 anni e con attenzione: all’inizio per un bambino è difficile restare in equilibrio anche su un’asse a pochi centimetri da terra, e una caduta fatta male può causare piccoli infortuni, come una frattura del polso

Tra i 6 gli 8-10 anni si possono inserire attività un po’ più strutturate, ma sempre prevalentemente ludiche, come corse brevi, salti, staffette (che ai bambini piacciono molto) che aiutano a sviluppare movimento, coordinazione, velocità e capacità di gioco.

In queste fasce di età è fondamentale:

  • non pretendere risultati
  • non cronometrare le attività
  • non imporre corse continuative di diversi minuti, per non sforzare un corpo ancora piccolo e non pronto alla resistenza
  • non far vivere lo sport come una pratica agonistica.

Dai 10-11 anni in su si possono proporre piccoli circuiti di allenamento da fare in gruppo, ad esempio uno scatto di 30 metri, un tempo di recupero, poi salti e capriole, ripetendo il circuito. In questo modo si stimola un po’ la resistenza senza trasformare la corsa in fatica.

Dopo gli 11-13 anni si può iniziare a lavorare anche sulla tecnica, mentre dai 14 anni in poi si parla di vero e proprio sport e possono entrare in gioco gli allenatori, che seguono resistenza, velocità e tecnica.

È inoltre utile considerare anche alcune variabili legate alla crescita, e non solo all’età, che includono:

  • Maturazione psicologica: un bambino piccolo non riesce a reggere mentalmente allenamenti molto strutturati. Verso i 13-14 anni alcuni ragazzi diventano invece determinati e decisi, e affrontano volentieri anche allenamenti faticosi, come nuotare tre ore al giorno. Ma devono essere mentalmente pronti.
  • Maturazione fisica: a 13-14 anni c’è chi ha già una pubertà avanzata, una struttura quasi da adulto, e chi è ancora un bambino.

Per questo l’età anagrafica da sola non basta.

Quanti allenamenti a settimana può fare un bambino?

Ogni bambino è diverso dagli altri, ma come indicazione generale si può dire che:

  • 7-8 anni: 2-3 volte a settimana, 45-50 minuti, con corse brevi, salti e giochi
  • 9-10 anni: 2-3 volte a settimana, con circuiti leggermente più lunghi per stimolare un po’ la resistenza
  • Fino a 12 anni: fino a 3 volte a settimana
  • Dai 14 anni: 3-4 volte a settimana, con il supporto di allenatori

Per quanto riguarda le distanze, non esistono parametri validi per tutti.

Bambini e corsa: i consigli del pediatra

Scarpe

Fino a una certa età non serve un’attrezzatura specifica: contano comodità, suole ammortizzate e misura giusta.

Idratazione

Secondo la Società Italiana di Pediatria e il Ministero della Salute, almeno fino a 12-13 anni basta l’acqua, cioè non servono integratori, neppure quelli di zuccheri o sali. Abituare i bambini a bere prima, durante e dopo l’attività.

Gli integratori possono servire solo in condizioni estreme, ad esempio un’attività molto prolungata e con temperature elevate.

Alimentazione

L’alimentazione deve essere varia e ben distribuita nell’arco della giornata e deve prevedere:

  • colazione
  • spuntino leggero di metà mattina
  • pranzo: non eccessivamente abbondante; la pasta è preferibile a pranzo piuttosto che a cena, anche per i bambini
  • merenda del pomeriggio: se c’è attività sportiva è importante farla almeno 2 ore prima. Può essere a base di frutta e biscotti, pane e prosciutto, oppure un gelato, che in realtà è un alimento completo
  • cena: più leggera, con verdure, uova, pesce o carne, legumi

Il consiglio più importante è che nella corsa, così come in ogni altro sport, il bambino deve divertirsi: se si diverte, lo sport diventerà un’abitudine duratura nel tempo e, forse, una passione.

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