L’epidemia di COVID19 ha avuto inizio, in Italia, in una data non completamente certa ma la malattia è stata con sicurezza individuata e diagnosticata nel febbraio 2020.

 Come noto, si tratta di una pandemia sostenuta dal virus SARS-CoV-2 originata in una località della Cina e diffusasi rapidamente in tutto il mondo grazie alla facilità dei collegamenti globali.
Attualmente le conoscenze su questo virus sono significative per quanto riguarda le modalità di trasmissione e di determinazione delle lesioni organiche nell’organismo umano.
Con tempestività sono stati messi a punto vari vaccini che sono l’arma più importante per prevenire la malattia o quantomeno ridurne la gravità ed il ricorso ai quali è fondamentale. Sfortunatamente non è ancora stato messo a punto un trattamento antivirale efficace ma soprattutto trattamenti contrastanti le lesioni provocate.

Nel febbraio 2020 le conoscenze relative a questo morbo erano molto scarse e si basavano essenzialmente su quelle maturate in occasione di epidemie causate da altri coronavirus affini, vale a dire la così detta “aviaria” (sostenuta da SARS-CoV-1) e la MERS (sindrome respiratoria del medio oriente).
Le indicazioni per contrastare la diffusione del virus sono state implementate man mano che se ne approfondiva la conoscenza e ci si è basati, inizialmente, su quelle comuni alla prevenzione delle malattie trasmesse tramite le goccioline di Pflugge assolutamente corrette, efficaci ed ancora valide anche se integrate con altre:

  • mascherine filtranti
  • lavaggio delle mani con antisettici o prolungato con saponi
  • distanziamento sociale

La Clinica Sedes Sapientiae ha immediatamente recepito ed adottato le misure proposte dall’Istituto Superiore di Sanità:

  • garantendo la fornitura di mascherine filtranti sia di tipo chirurgico (FPP1) che con maggior protezione (FPP2) sia per gli operatori che per gli ospiti nel caso ne fossero sprovvisti
  • garantendo il distanziamento anche nelle sale di attesa sia aumentando lo spazio tra le sedute sia scaglionando e diradando le prenotazioni
  • limitando l’accesso ai reparti degli accompagnatori per supporto ai pazienti
  • introducendo il triage all’ingresso per tutti gli operatori, pazienti ed accompagnatori con raccolta di dati clinici ed epidemiologici indicativi di possibile contagio accompagnati dalla valutazione della temperatura corporea
  • adozione di schermi-barriera in plexiglass per tutte le postazioni e sportelli amministrativi
  • adottando i tamponi diagnostici non appena disponibili per l’individuazione dei soggetti asintomatici ma contagiati ed effettuandoli, periodicamente, a tutti i dipendenti e, puntualmente, a tutti i ricoverati e loro accompagnatori. Tamponi prima solo molecolari e poi, con il perfezionamento delle loro caratteristiche, anche antigenici a seconda delle necessità
  • aumentando le procedure di sanificazione e disinfezione ambientale nelle parti comuni ed ambulatori
  • adeguandosi alla prescrizione normativa della verifica dei certificati verdi per dipendenti, professionisti e fornitori.

Queste misure si sono, per altro, associate alle caratteristiche strutturali della Clinica che hanno sempre permesso un non promiscuità dei degenti (camere singole) e garantito ottimali ricambi d’aria tramite il sistema di climatizzazione.
Grazie a queste misure ed alla professionale attenzione al problema da parte dei nostri operatori siamo riusciti ad assicurare i migliori livelli di sicurezza.

Il Direttore Sanitario

Dott. Paolo Marforio