Cos’è il cheloide?
Il cheloide è una particolare forma di cicatrice caratterizzata da una crescita anomala del tessuto fibrotico che si sviluppa durante il processo di guarigione della pelle. A differenza di altre cicatrici, il cheloide può estendersi oltre i limiti della lesione cutanea originaria, assumendo un aspetto ispessito e in rilievo. Rispetto alle altre tipologie di cicatrici, il cheloide non tende a regredire spontaneamente e può richiedere trattamenti dermatologici specifici.
Quali sono le cause del cheloide?
La formazione di un cheloide dipende da un’alterazione dei normali processi di cicatrizzazione della pelle. Diversi fattori possono influenzare la rigenerazione cutanea e favorire una cicatrizzazione anomala, tra cui:
- età
- alimentazione povera di proteine e nutrienti necessari alla riparazione cellulare
- eccessiva magrezza
- obesità
- diabete
- presenza di lesioni multiple
- assunzione di alcuni farmaci
- tipo di pelle e sede della cicatrice (la regione sternale, e i fototipi più elevati possono essere maggiormente predisposti a cheloidi)
- predisposizione individuale.
Quali sono i sintomi del cheloide?
Il principale segno del cheloide è la presenza di una cicatrice ispessita, rilevata e più estesa rispetto alla lesione originaria, con la pelle che può apparire arrossata e irregolare a causa dell’eccessiva produzione di tessuto fibroso.
In alcuni casi il cheloide può essere associato a fastidio locale, tensione cutanea o alterazioni estetiche particolarmente evidenti, soprattutto quando interessa aree esposte del corpo. A differenza delle cicatrici normali, il cheloide tende a persistere nel tempo senza andare incontro a regressione spontanea.
Come si diagnostica il cheloide?
La diagnosi del cheloide avviene generalmente durante la visita dermatologica. Lo specialista valuta l’aspetto della cicatrice, la sua estensione e le caratteristiche cliniche della lesione per distinguere il cheloide da altre tipologie di cicatrici.
Quali sono le terapie per il cheloide?
Il trattamento del cheloide può prevedere l’utilizzo combinato di diverse tecniche dermatologiche. Attualmente, tra le metodiche considerate più efficaci vi è l’impiego del laser CO2 ablativo in modalità frazionata, utilizzato per rimuovere parte del tessuto prodotto dalla cicatrizzazione anomala e favorire i processi di rigenerazione cutanea.
Al trattamento con laser CO2 può essere associato il laser DYE, indicato per ridurre l’infiammazione, la vascolarizzazione e l’arrossamento della cicatrice.
Il numero delle sedute, la durata del trattamento e il tipo di laser vengono stabiliti durante la visita dermatologica in base alle caratteristiche del cheloide.
Si può prevenire il cheloide?
Non sempre è possibile prevenire la formazione di un cheloide, soprattutto nei soggetti predisposti. Tuttavia, una corretta gestione della cicatrizzazione cutanea e il controllo dei fattori che possono interferire con la guarigione della pelle possono contribuire a ridurre il rischio di sviluppare una cicatrice anomala.
Dopo i trattamenti dermatologici, in particolare quelli laser, è importante proteggere la pelle con creme solari a schermo totale per limitare il rischio di comparsa di macchie cutanee.
