
Ne parliamo con la dott.ssa Margherita Conrieri, pediatra della Clinica Sedes Sapientiae, specialista in auxologia.
Cos’è l’adolescenza?
L’adolescenza è il periodo dell’età evolutiva che va dai 10 ai 19 anni nelle femmine e dai 12 ai 21 anni nei maschi, in cui si acquisisce la capacità riproduttiva e si verificano i cambiamenti fisici che prendono il nome di pubertà. Durante la pubertà gli ormoni sessuali vengono immessi in circolo e il corpo, da quello di bambino, si trasforma nell’arco di circa 3 anni, nel corpo di un giovane e poi di un adulto.
L’accelerazione della crescita, detta scatto puberale, è uno dei fenomeni più tipici della pubertà. Fin dalla nascita il corpo cambia e si sviluppa, ma la velocità di crescita diminuisce progressivamente, toccando il suo minimo nell’anno che precede la comparsa della pubertà. Durante lo scatto puberale, invece, i maschi crescono di circa 7-9 cm l’anno, e le femmine di circa 6-8 cm l’anno.
Lo scatto di crescita si presenta con modalità diverse nei due sessi. Nelle femmine è spesso uno dei primi segni dello sviluppo puberale. Nei maschi arriva più tardi, quando i genitali hanno già iniziato il loro sviluppo. L’età media di avvio è di circa 10,5 anni nelle femmine e di 12 nei maschi. Dopo il menarca, cioè la prima mestruazione, la crescita residua è di circa 4 cm. Per questo è importante, in caso di bassa statura, consultare lo specialista auxologo, prima del menarca.
Tuttavia, è normale che i ragazzi abbiano tempi di crescita diversi.
Perché ogni adolescente ha tempi di crescita diversi?
L’età di comparsa della pubertà varia tra gli individui e dipende da numerosi fattori tra cui quelli ereditari, socio economici, ambientali e alimentari. Un ragazzo, nell’anno immediatamente precedente lo scatto puberale può crescere anche solo di 3,5 cm l’anno e quindi dare l’impressione di essersi fermato, se confrontato con un coetaneo in pieno scatto che cresce di 9 cm l’anno, ma entrambi i ragazzi rientrano nella norma.
Per questo motivo, conoscere variabili quali i tempi di crescita dei genitori, l’alimentazione e la valutazione dell’età biologica, che si può rilevare con una radiografia della mano e del polso sinistro, oltre all’attività fisica dell’adolescente, è fondamentale per capire se l’adolescente sta crescendo in modo fisiologico.
Va però ricordato che lo sport a livello agonistico spesso è un fattore che può ritardare la pubertà e che un ragazzino con un’età biologica inferiore a quella cronologica può sentirsi inadatto agli sport che richiedono forza fisica e sviluppare sintomi ansiosi e depressivi.
Infine, nelle ragazze la sproporzione corporea, tipica dell’adolescenza, perché non tutti i segmenti del corpo crescono insieme, può allarmare Per primi infatti “scattano” mani e piedi, e una ragazzina ancora bassa di statura può ritrovarsi con il 38 di scarpe e temere di raggiungere a fine crescita il 42 ma questo non avverrà perchè il piede cresce prima, ma si ferma anche prima.
Disturbi che possono comparire o migliorare con l’adolescenza
Nell’adolescenza poi ci sono alcuni disturbi da attenzionare: può peggiorare una miopia già presente, la scoliosi, le cardiopatie e l’emicrania, ma sono frequenti anche le fratture da stress, tra cui è comune quella dell’epicondilo omerale, e alcuni disturbi psichiatrici, in particolare l’anoressia nervosa e i disturbi del comportamento.
Con lo scatto di crescita regrediscono invece l’enuresi notturna (la cosiddetta “pipì a letto”) e l’ipertrofia adenotonsillare, cioè l’ingrossamento di adenoidi e tonsille. Scompare anche il soffio cardiaco innocente, un rumore del cuore del tutto benigno, frequente in età pediatrica.
L’adolescente, al pari del neonato, è un universo a sé e andrebbe sempre valutato con attenzione e particolare empatia.
