Varicella

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Cos’è la varicella?

La varicella è una malattia infettiva tipica dell’infanzia (è una delle malattie esantematiche) causata dal virus Varicella zoster, appartenente alla famiglia degli Herpes virus, caratterizzata da papule sulla pelle (esantema).

Colpisce prevalentemente i bambini tra 5 e 10 anni di età, è generalmente una malattia benigna che tende a risolversi spontaneamente in 7-10 giorni, ma può presentare un decorso più severo negli adolescenti, negli adulti e nelle persone immunodepresse.

La trasmissione del virus responsabile della varicella avviene esclusivamente da persona a persona, per via aerea attraverso le goccioline respiratorie emesse con tosse o starnuti, oppure tramite contatto diretto con le lesioni cutanee della varicella o dell’herpes zoster.

La contagiosità della varicella inizia uno o due giorni prima della comparsa dell’eruzione cutanea e può persistere fino alla formazione delle croste.

Durante la gravidanza il virus può attraversare la placenta e raggiungere l’embrione o il feto.

Dopo l’infezione primaria, il virus rimane latente nei gangli nervosi spinali e può riattivarsi anni o decenni dopo, causando l’herpes zoster.

Quali sono i sintomi della varicella?

I sintomi della varicella, che compaiono dopo un’incubazione di due o tre settimane, sono caratterizzati da eruzione cutanea accompagnata da febbre moderata, malessere e mal di testa.

Nelle fasi iniziali, le lesioni cutanee – in genere possono essere tra 250 e 500 – si presentano come papule rosa pruriginose che compaiono a ondate su testa, tronco, viso e arti, per poi evolvere in vescicole, poi in pustole e infine in croste destinate a cadere.

Le complicanze della varicella – rare nei bambini sani ma più frequenti nei soggetti immunodepressi, nei neonati e negli adulti – possono includere superinfezioni batteriche delle lesioni cutanee, trombocitopenia, artrite, epatite, atassia cerebellare, encefalite, polmonite e glomerulonefrite. Negli adulti la complicanza più comune è la polmonite.

L’infezione conferisce immunità permanente nella maggior parte delle persone immunocompetenti, anche se il virus può riattivarsi causando herpes zoster, talvolta accompagnato da dolore persistente definito neuralgia posterpetica. La varicella contratta in gravidanza può determinare sindrome della varicella congenita o forme gravi di varicella neonatale.

Come si diagnostica la varicella?

La diagnosi della varicella si basa sull’osservazione dell’esantema caratteristico e dei sintomi associati da parte del medico.

In situazioni come le forme complicate o nei soggetti immunodepressi, possono essere necessari approfondimenti diagnostici per confermare la presenza del virus Varicella zoster.

Quali sono le terapie per la varicella

La terapia della varicella è principalmente sintomatica per la gestione del prurito, in genere con antistaminici, e della febbre.

La terapia antivirale (aciclovir) non è raccomandata nei bambini sani, poiché la somministrazione orale entro 24 ore dall’inizio dell’esantema riduce solo modestamente i sintomi. L’aciclovir orale non è raccomandato come profilassi.

In caso di varicella, è consigliato isolamento della persona malata per limitare la diffusione del contagio e mantenere i bambini a casa da scuola per almeno cinque giorni dalla comparsa delle prime vescicole.

Si può prevenire la varicella?

La prevenzione della varicella si basa sulla vaccinazione prevista in due dosi, somministrate tra i 12 e i 15 mesi e tra i 5 e i 6 anni, che conferisce una protezione duratura. Il vaccino ha un’efficacia elevata nella prevenzione delle forme moderate o gravi e una buona efficacia nelle forme lievi.

Il vaccino è controindicato in caso di reazioni allergiche gravi a precedenti dosi o ai componenti del vaccino, nei soggetti con grave deficit immunitario e in gravidanza. La vaccinazione è consigliata anche nei bambini più grandi, negli adolescenti e negli adulti non immunizzati, nelle persone esposte professionalmente al rischio di contagio e nelle donne in età fertile che non hanno contratto la malattia.

Le donne in età fertile devono evitare una gravidanza nel mese successivo alla vaccinazione.


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