Cos’è la scarlattina?
La scarlattina è una malattia infettiva acuta di origine batterica, caratterizzata da un’eruzione cutanea, chiamata esantema, di colore rosso scarlatto da cui deriva il nome. Come varicella, rosolia e morbillo, anche la scarlattina rientra tra le malattie esantematiche.
Colpisce prevalentemente la popolazione di età compresa tra i 5 e i 15 anni, mentre si presenta raramente nei bambini con meno di 3 anni e negli adulti, con picchi di contagio nei mesi invernali e all’inizio della primavera.
Negli adulti, la suscettibilità è maggiore per i genitori di bambini e adolescenti, il personale militare nelle caserme e gli insegnanti.
Qualora si manifesti in forma attenuata, con esantema modesto e assenza di febbre o altri sintomi rilevanti, prende il nome di scarlattinetta o quarta malattia.
Quali sono le cause della scarlattina?
La causa principale della scarlattina è l’infezione da Streptococcus pyogenes, noto come Streptococco beta-emolitico di gruppo A, che si trasmette prevalentemente per contatto diretto, mediante la saliva e le goccioline volatili emesse attraverso colpi di tosse, starnuti e respiri profondi.
Il batterio ha la capacità di sopravvivere a lungo nell’ambiente, consentendo il contagio anche per via indiretta tramite il contatto con oggetti contaminati come giocattoli, indumenti, libri, posate e bicchieri.
Il periodo di incubazione varia solitamente da 2 a 5 giorni, sebbene possa oscillare tra 1 e 7 giorni. La contagiosità, invece, persiste per l’intera durata dell’infezione se non viene somministrata un’adeguata terapia antibiotica, la quale azzera il rischio di trasmissione già dopo 24-48 ore dall’inizio dell’assunzione.
Poiché esistono molteplici ceppi di Streptococco beta-emolitico di gruppo A, un individuo può ammalarsi di scarlattina più volte nel corso della vita.
Quali sono i sintomi della scarlattina?
I sintomi della scarlattina compaiono in modo acuto, improvviso e violento, senza differenze tra bambini e adulti.
I sintomi più comuni all’esordio dell’infezione includono:
- febbre a 38°C
- vomito e dolori addominali
- mal di gola con deglutizione dolorosa
- tonsille ipertrofiche
- cefalea
- patina biancastra sulla lingua, con piccole protuberanze (lingua a fragola bianca)
- tachicardia.
Dopo 1 o 2 giorni dai primi sintomi (o talvolta fino a 7 giorni), compare il caratteristico esantema formato da puntini e chiazze scarlatte molto vicine tra loro e leggermente in rilievo. In genere, le caratteristiche dell’eruzione cutanea sono:
- non dà prurito
- si sviluppa inizialmente su collo, ascelle e area inguinale
- si diffonde a tutto il corpo, lasciando immuni naso, bocca e mento
- dura dai 3 ai 7 giorni
- lascia una prolungata desquamazione furfuracea della pelle, che può protrarsi per diverse settimane
- lingua di colore rosso vivo e aspetto rugoso (lingua a lampone).
Nelle donne in gravidanza, la sintomatologia è identica e l’infezione di norma non costituisce un pericolo per il feto, con rarissimi casi di malformazioni o trasmissione al neonato durante il parto.
Come si diagnostica la scarlattina?
La diagnosi della scarlattina è prevalentemente clinica quando sono presenti i sintomi e si basa sull’osservazione delle tonsille, della gola, della lingua e della cute.
In caso di sintomi lievi, sfumati e poco evidenti, si può ricorrere al tampone faringeo che si effettua prelevando alcune cellule della mucosa faringea e delle tonsille mediante un bastoncino cotonato (un lungo cotton fioc) per analizzarle in laboratorio e confermare o meno la presenza dello Streptococco beta-emolitico di gruppo A.
Quali sono le terapie per la scarlattina?
La terapia della scarlattina prevede la somministrazione di antibiotici – in genere penicilline – prescritti dal medico per un periodo compreso tra 7 e 10 giorni, associata al riposo a letto per tutto il periodo febbrile.
Nei primi giorni della patologia è opportuno l’isolamento del malato per evitare il contagio dei familiari e dei coetanei. La normativa italiana consente la riammissione a scuola dopo 2 giorni dall’inizio del trattamento antibiotico, poiché nelle prime 24 ore dall’avvio della terapia si è ancora contagiosi.
Per alleviare i sintomi, in genere si consiglia:
- l’assunzione di farmaci antidolorifici e antipiretici come paracetamolo o ibuprofene previo parere medico
- abbondante acqua per prevenire la disidratazione
- umidificazione dell’aria dell’ambiente per non irritare le vie aeree
- l’esecuzione di gargarismi
- il consumo di cibi freschi o liquidi come zuppe fredde e ghiaccioli
- l’eliminazione di sostanze irritanti come il fumo di sigaretta negli ambienti domestici.
La medesima terapia antibiotica su prescrizione medica viene adottata in caso di contrazione della malattia in gravidanza. Con le opportune cure la patologia si risolve positivamente in 7-10 giorni e la prognosi è favorevole.
Si può prevenire la scarlattina?
La prevenzione della scarlattina non si avvale di vaccini, in quanto attualmente non sono disponibili immunizzazioni specifiche contro lo Streptococco beta-emolitico di gruppo A, ma prevede l’adozione di rigorose precauzioni igieniche, tra cui:
- lavare accuratamente le mani con acqua tiepida e sapone ed educare i bambini a questa pratica quotidiana a casa, a scuola e in ambienti ricraetivi
- coprire la bocca e il naso durante i colpi di tosse o gli starnuti
- evitare la condivisione di cibi, posate, bicchieri e utensili da cucina
- provvedere alla pulizia sistematica di tutte le superfici e gli oggetti venuti a contatto con una persona affetta da scarlattina.
