Malattia di Lyme

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Cos’è la malattia di Lyme?

La malattia di Lyme, conosciuta anche come borreliosi di Lyme, è un’infezione batterica che interessa la cute, le articolazioni, il sistema nervoso e diversi organi interni, causata dal morso delle zecche (il morso è del tutto indolore e spesso la zecca viene individuata sulla pelle dopo ore dal morso).

Una volta contratta l’infezione, dal momento che non garantisce lo sviluppo di un’immunità permanente nell’organismo, è possibile che lo stesso individuo venga infettato più volte nel corso della vita.

Quali sono le cause della malattia di Lyme?

La causa della malattia di Lyme è l’infezione di un agente patogeno ospitato principalmente da animali selvatici – tra i quali cervi, caprioli, volpi, lepri e roditori – che viene trasmesso all’essere umano attraverso un vettore artropode, rappresentato dalle zecche.

Affinché possa avvenire la trasmissione dell’infezione, la zecca infetta deve rimanere saldamente adesa alla cute per minimo 36 ore. Un tempo di permanenza inferiore rende estremamente improbabile l’infezione.

Quali sono i sintomi della malattia di Lyme?

I sintomi della malattia di Lyme differiscono a seconda della fase della malattia:

  • fase precoce localizzata: chiazza rossa che si sviluppa nella sede della puntura d’insetto, spesso contornata da anelli più scuri e soggetta a una lenta espansione. Nelle prime settimane, l’aggressione batterica ai tessuti limitrofi provoca l’insorgenza dell’eritema migrante, che costituisce il segno della fase precoce localizzata nella maggior parte dei soggetti
  • fase precoce disseminata: con il passare delle settimane o dei mesi, la migrazione dei batteri nel circolo sanguigno o nel sistema linfatico segna l’ingresso nella fase precoce disseminata, accompagnata da febbre, dolori muscolari e articolari, rigidità nucale, affaticamento, brividi, mal di gola, lombalgia, nausea, linfadenopatia e ingrossamento della milza. In questo stadio possono manifestarsi eritemi migranti secondari di dimensioni minori in altre parti del corpo, ma anche quadri clinici più severi quali meningite, paralisi di Bell, disturbi nevralgici e, in misura ridotta, problematiche cardiache come aritmie, miocarditi e pericarditi.
  • fase tardiva: a distanza di mesi o anni, si possono sviluppare alterazioni muscolo-scheletriche come l’artrite, disturbi cutanei come l’acrodermatite cronica atrofica, e patologie cardiovascolari quali miopericardite e cardiomegalia, gravi alterazioni del sistema nervoso, tra cui encefalomielite, meningite, polineuropatie sensitivo-motorie e atassia cerebellare, e disturbi del sonno e del comportamento.

Come si diagnostica la malattia di Lyme?

La diagnosi della malattia di Lyme si avvale della valutazione clinica dell’eruzione cutanea e specifici esami del sangue mirati a individuare la presenza degli anticorpi diretti contro il batterio.

Nei casi in cui sia necessario un ulteriore approfondimento, il medico può richiedere anche l’analisi e il test del liquido sinoviale o del liquido cerebrospinale.

Quali sono le terapie per la malattia di Lyme?

Le terapie per la malattia di Lyme prevedono generalmente la somministrazione di antibiotico per contrastare l’infezione batterica. Tuttavia, alcuni sintomi associati alla malattia potrebbero non regredire o non risolversi del tutto con la sola terapia antibiotica, rendendo indispensabile l’impiego di cure e trattamenti specifici mirati ai singoli disturbi.

Si può prevenire la malattia di Lyme?

La prevenzione della malattia di Lyme si basa sulla riduzione del rischio di subire punture da parte delle zecche, adottando comportamenti di cautela durante le escursioni in campagna o in montagna. Si raccomanda di:

  • camminare al centro dei sentieri ufficiali evitando il contatto diretto con l’erba e i cespugli
  • non sedersi in terra o su muretti di pietra
  • indossare magliette a maniche lunghe e pantaloni lunghi infilandone le estremità nelle calze o negli scarponi
  • applicare repellenti cutanei specifici per le zecche.

Nel caso venga individuata una zecca sulla pelle, è necessario rimuoverla con delicatezza usando delle pinzette, afferrandola per la testa esattamente nel punto di contatto con la cute, evitando di strapparla, di schiacciarla o di impiegare sostanze irritanti come l’alcol, accertandosi infine che il capo non rimanga all’interno del tessuto cutaneo.


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