Cos’è il tumore del colon-retto?
Il tumore del colon-retto è una neoplasia che origina dalla crescita incontrollata delle cellule epiteliali che rivestono internamente la mucosa dell’intestino crasso, in particolare nel colon e nel retto, il tratto terminale che conduce all’ano.
Nel colon, il tumore tende a manifestarsi più frequentemente in sedi come il sigma e il colon ascendente, mentre altre aree risultano meno coinvolte. Nel retto, la sede del tumore può essere intraperitoneale, quando la lesione è localizzata nella porzione più alta, oppure extraperitoneale, quando si trova più vicina all’ano. Questa distinzione è rilevante perché può influenzare la sintomatologia e le scelte terapeutiche.
Esistono diversi tipi di tumori del colon-retto, la maggior parte dei quali deriva dalla trasformazione progressiva di polipi adenomatosi, un processo lento che richiede molti anni e che può evolvere da mucosa normale ad adenoma e successivamente a carcinoma invasivo.
Il tumore del colon colpisce in modo simile maschi e femmine, mentre il tumore del retto ha una maggiore incidenza nel sesso maschile, e in entrambi i sessi l’incidenza aumenta dopo i cinquant’anni, anche se si osserva un incremento dei casi a esordio precoce, in parte correlato a fattori genetici, familiarità e modificazioni dello stile di vita. In Italia, secondo i dati AIOM-AIRTUM la mortalità per tumore del colon-retto è in diminuzione grazie ai programmi di screening, alla diagnosi precoce e al miglioramento delle terapie.
Quali sono i fattori di rischio per il tumore del colon-retto?
Familiarità, alcune malattie e stile di vita rappresentano i principali fattori di rischio per il tumore del colon-retto. in particolare, i fattori di rischio includono:
- Fattori di rischio genetici, poliposi adenomatosa familiare (FAP) e sindrome di Lynch
- Stile di vita: eccessivo consumo di carni rosse e di insaccati, farine e zuccheri raffinati, sovrappeso e ridotta attività fisica, fumo ed eccesso di alcool
- Malattia di Crohn e dalla rettocolite ulcerosa.
Uno stile di vita sano e attivo, un’ alimentazione equilibrata con adeguato apporto di nutrienti ovvero ricca di frutta e verdure, carboidrati non raffinati e una valutazione di un adeguato apporto di vitamina D e calcio rappresentano fattori protettivi per il tumore del colon-retto.
Quali sono i sintomi del tumore del colon-retto?
Nella fase iniziale, il tumore del colon-retto può non presentare sintomi, ma alcuni segnali non specifici che meritano una valutazione medica, tra cui:
- perdita di sangue dal retto
- presenza di sangue sulla carta igienica dopo l’evacuazione
- alterazione persistente dell’alvo con diarrea o stipsi che tendono a peggiorare nel tempo
- cambiamento della consistenza o della forma delle feci
- sensazione di incompleto svuotamento accompagnata da dolore addominale
- anemia sideropenica riscontrata durante esami ematici di routine.
Questi segnali aspecifici possono rappresentare indicatori di una patologia colorettale – anche non tumorale – che richiedono approfondimento diagnostico.
Come si diagnostica il tumore del colon-retto?
La diagnosi del tumore del colon-retto avviene con la colonscopia con biopsia, che permette di visualizzare direttamente la lesione e prelevare campioni di tessuto per l’analisi istologica, con eventuali indagini molecolari utili alla definizione della terapia. Nei tumori del retto, l’esplorazione rettale può consentire l’individuazione della lesione già durante la visita.
La stadiazione prevede la TC torace-addome-pelvi con mezzo di contrasto, utile per valutare la diffusione ad altri organi, e la risonanza magnetica pelvica, fondamentale nei tumori del retto per definire l’estensione locale.
Il dosaggio ematico del CEA, un marcatore presente nel sangue, contribuisce alla valutazione prognostica e al monitoraggio nel tempo.
L’integrazione di questi esami consente di definire con precisione lo stadio della malattia e di pianificare il trattamento più appropriato.
Quali sono le terapie del tumore del colon-retto?
Il trattamento del tumore del colon-retto dipende dalla sede della lesione, dallo stadio, dalle caratteristiche molecolari e dall’eventuale presenza di metastasi.
Nei tumori del colon molto precoci e a basso rischio può essere possibile un trattamento endoscopico con finalità curativa, ma nella maggior parte dei casi la chirurgia rappresenta il trattamento principale.
Chirurgia
L’intervento consiste nell’asportazione del tratto di colon interessato e dei linfonodi correlati, con tecnica laparoscopica mininvasiva o robotica, e nel ripristino della continuità intestinale mediante anastomosi, procedura chirurgica che consiste nel collegare due tratti intestinali sani dopo la rimozione di una parte malata. Per aumentare la sicurezza dell’anastomosi può essere utilizzata l’angiografia con verde di indocianina, che consente di valutare la perfusione dei tessuti in tempo reale.
Nei casi più complessi può essere necessaria una resezione più estesa, mentre in presenza di complicanze come occlusione o perforazione è in genere necessario un intervento urgente.
Nei pazienti con malattia metastatica non resecabile e sintomatica, la chirurgia può avere finalità palliative, ad esempio mediante confezionamento di una stomia.
Chemioterapia, l’immunoterapia e le terapie biologiche
La chemioterapia adiuvante dopo l’intervento può essere indicata per ridurre il rischio di recidiva, soprattutto nella malattia di stadio III, nei quali si osserva una riduzione significativa del rischio di recidiva e mortalità. Nei tumori metastatici, la chemioterapia e l’immunoterapia possono favorire la regressione o la stabilizzazione delle lesioni, rendendo possibile l’asportazione chirurgica delle metastasi. Le indagini molecolari, come l’analisi dello stato dei microsatelliti e degli esami RAS e BRAF, consentono di selezionare i farmaci biologici più appropriati.
Nei tumori del retto, nelle forme iniziali può essere indicata la chirurgia immediata, mentre nelle forme localmente avanzate e a sede più bassa il trattamento può iniziare con chemio-radioterapia per ridurre le dimensioni della neoplasia e migliorare i risultati chirurgici. In casi selezionati è possibile rimuovere la lesione con tecniche mininvasive transanali o endoscopiche. Nei tumori più avanzati è necessario l’intervento di resezione del retto e del mesoretto, con eventuale ripristino della continuità intestinale mediante anastomosi. In alcuni casi può essere necessario proteggere l’anastomosi con una stomia temporanea, mentre nei tumori molto bassi o che coinvolgono lo sfintere la stomia può essere definitiva.
La radioterapia, spesso associata alla chemioterapia, è fondamentale nei tumori localmente avanzati e può essere utilizzata anche nel trattamento delle recidive o a scopo palliativo. In pazienti selezionati con malattia oligometastatica, trattamenti radianti a intento ablativo possono offrire beneficio. In casi di risposta completa alla terapia neoadiuvante, può essere considerato un approccio conservativo watch and wait, che richiede un follow-up molto stretto con controlli periodici.
Il trattamento del tumore del colon-retto è sempre definito nell’ambito di un team multidisciplinare che coinvolge specialisti in chirurgia, oncologia, gastroenterologia, radiologia, radioterapia, anatomia patologica, nutrizione e anestesia, con percorsi condivisi anche nei casi più complessi.
Si può prevenire il tumore del colon-retto?
La prevenzione del tumore del colon-retto si basa principalmente su:
- programmi di screening attivi in Regione Piemonte e in diverse altre regioni italiane
- diagnosi precoce per identificare lesioni iniziali o polipi adenomatosi prima che evolvano in forme invasive, permettendo interventi tempestivi e più efficaci
- attenzione ai fattori di rischio.
