
Approfondiamo l’argomento con la dottoressa Maria Consolata Amedeo, ginecologa della Clinica Sedes Sapientiae.
Cos’è l’ecografia office?
L’ecografia office è una metodica che affianca e supporta la visita clinica-ostetrica-ginecologica, con l’obiettivo di fornire informazioni rapide e utili all’attività clinica durante la visita.
A differenza di altri accertamenti, non prevede necessariamente il rilascio di un referto o di immagini, ma le informazioni ottenute durante l’ecografia servono esclusivamente a orientare il medico nella gestione immediata del problema.
L’esame può essere eseguito negli ambulatori, in pronto soccorso o nei reparti di degenza, integrando in tempo reale la valutazione dello specialista.
A cosa serve l’ecografia office?
L’ecografia office trova applicazione soprattutto nelle situazioni in cui è necessario ottenere rapidamente un riscontro oggettivo a supporto della valutazione clinica.
In ambito ginecologico può essere utilizzata, anche in condizioni di emergenza o urgenza, per favorire l’identificazione di diverse condizioni, tra cui:
- la presenza di liquido libero nel Douglas o nella cavità addominale
- il sospetto di gravidanza ectopica
- la valutazione dello spessore endometriale o di possibili cause di sanguinamenti anomali
- la visualizzazione di masse annessiali o uterine sospette emerse all’esame clinico bimanuale.
In ambito ostetrico, l’ecografia office è utile nelle urgenze legate alla gravidanza e nel monitoraggio clinico. Nel primo trimestre consente di:
- identificare la presenza di una o più camere ovulari in caso di gravidanza plurima
- definire il numero degli embrioni
- verificare la presenza o l’assenza dell’attività cardiaca embrio-fetale.
Nel secondo e terzo trimestre può essere impiegata per:
- valutare il battito cardiaco fetale
- determinare la presentazione fetale, in particolare nei casi dubbi o nel sospetto di presentazione podalica
- stimare la quantità di liquido amniotico attraverso la misurazione della falda massima, ad esempio nel monitoraggio della gravidanza post-termine
- localizzare la placenta, soprattutto in presenza di sanguinamenti anomali.
L’ecografia office può inoltre essere utilizzata per la cervicometria in gravidanza, in particolare nelle donne oltre la 24ª settimana con sintomi riconducibili a un possibile parto pretermine.
Perché è diversa dall’ecografia standard?
L’ecografia office è distinta dall’ecografia standard da cui differisce per finalità, completezza e valore diagnostico. L’ecografia office però non si sostituisce all’esame ecografico standard, ma fornisce informazioni esclusivamente a completamento della visita specialistica e a supporto immediato della decisione clinica.
L’ecografia standard, invece, è un esame diagnostico completo, necessario quando emergono reperti che si discostano dalla normalità o quando è richiesta una valutazione approfondita e documentata.
Se durante l’ecografia office vengono rilevate anomalie, è necessaria un’ecografia standard per confermare e approfondire il quadro clinico.
L’ecografia office non viene utilizzata per
- la determinazione del sesso fetale prima dell’ecografia standard del secondo trimestre
- la rilevazione di alterazioni della crescita fetale
- la segnalazione di anomalie anatomiche o placentari in epoche precoci della gravidanza senza conferma con ecografia standard.
In ambito ostetrico, consente tuttavia di formulare la diagnosi di aborto interno in specifiche condizioni ecografiche, come l’assenza di attività cardiaca in embrioni oltre determinate dimensioni o l’assenza di embrione in sacche gestazionali di dimensioni significative. In caso di dubbio clinico o ecografico, è indicato ripetere l’esame dopo 7-10 giorni.
