Cataratta e lenti intraoculari: come funziona l’intervento?


La cataratta è una condizione comune legata all’opacizzazione del cristallino, che si risolve con un intervento chirurgico che prevede l’impianto di una lente intraoculare. Si tratta di protesi destinata a rimanere nell’occhio per tutta la vita e a determinare la qualità della visione nel tempo.

Approfondiamo l’argomento con il dottor Luigi Emanuelli, oculista di Clinica Sedes Sapientiae.

Cataratta: perché serve impiantare una lente?

La cataratta consiste nella progressiva perdita di trasparenza del cristallino, la lente naturale dell’occhio che consente di mettere a fuoco le immagini. Con il tempo, quando l’opacizzazione compromette la vista e le attività quotidiane, l’unica terapia efficace è l’intervento chirurgico, che prevede la rimozione del cristallino naturale “malato” e la sua sostituzione con una lente artificiale, chiamata lente intraoculare o IOL. La lente – più precisamente una protesi – impiantata ha lo scopo di garantire una buona qualità visiva nel lungo periodo, tanto da essere progettata per durare tutta la vita. Infatti, sebbene in rarissimi casi sia possibile la rimozione o sostituzione della lente intraoculare, questo può essere legato a difficoltà di adattamento alla correzione ottenuta o, in particolare, alle lenti multifocali. Una corretta valutazione preoperatoria e un dialogo approfondito con lo specialista riducono significativamente questo rischio.

Lenti IOL o intraoculari: come si scelgono?

Le lenti intraoculari (IOL) non sono tutte uguali. Esistono diversi tipi di lenti, la cui scelta da parte dello specialista dipende da molteplici fattori tra cui le caratteristiche dell’occhio e le esigenze visive della persona, come la guida notturna, l’attività sportiva, il lavoro al computer o l’uso frequente di dispositivi digitali.

Le lenti IOL si dividono in:

  • Lenti monofocali: considerate standard, correggono la vista per una sola distanza e offrono risultati molto affidabili a quella distanza specifica. Non correggono però l’astigmatismo né la presbiopia, rendendo talvolta necessario l’uso di occhiali.
  • Lenti Premium: sono considerate una tecnologia avanzata. Ne esistono di diversi tipi:
    • Lenti toriche: permettono di correggere anche l’astigmatismo.
    • Lenti EDOF: consentono una buona visione da lontano e a distanza intermedia, come per l’uso del computer o dello smartphone, e sono in genere ben tollerate da parte dei pazienti.
    • Lenti multifocali: permettono di vedere bene a tutte le distanze, ma in alcuni casi possono essere associate a fenomeni come aloni notturni e richiedono una buona capacità di adattamento visivo.

Per valutare l’idoneità alle lenti Premium sono necessari esami preoperatori specifici – ad esempio, topografia corneale, biometria ottica, biomicroscopia, pachimetria, OCT della retina – solitamente eseguiti in un’unica seduta prima dell’intervento, che analizzano in modo dettagliato la struttura e la funzionalità dell’occhio.

Cataratta: come si svolgono intervento e controlli?

La chirurgia per la cataratta è oggi un intervento altamente personalizzato, dura in media pochi minuti, non richiede ricovero, e viene eseguito in anestesia locale tramite collirio. In alcuni casi l’intervento tradizionale con ultrasuoni può essere associato al laser, ma il suo uso viene valutato caso per caso.

Dopo l’intervento il recupero è graduale, sebbene il miglioramento della vista sia spesso percepibile già dal giorno successivo. I primi giorni dopo l’impianto della protesi sono i più delicati e richiedono l’uso regolare di colliri e controlli programmati – follow-up il giorno successivo, il quarto giorno e un mese dopo l’intervento -, mentre il risultato definitivo si stabilizza nell’arco di tre o quattro settimane.

Il follow-up prevede controlli oculistici nelle prime settimane per monitorare la guarigione e la qualità visiva.

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