Cos’è l’artrosi di spalla?
L’artrosi di spalla è una patologia cronico degenerativa ad evoluzione progressiva che interessa l’articolazione della spalla e si sviluppa quando la cartilagine di rivestimento delle ossa si logora. L’usura della cartilagine, che in condizioni normali permette alle superfici ossee di muoversi con scorrimento fluido, provoca lo sfregamento delle componenti ossee, infiammazione dei tessuti circostanti, e dolore.
Nel tempo, l’usura colpisce non solo la cartilagine ma l’intera articolazione – che include l’articolazione scapolo-omerale, dove la testa dell’omero si muove nella cavità della scapola, e l’articolazione acromion-claveare.
L’artrosi può essere:
- Primaria: dovuta all’invecchiamento e a una predisposizione genetica.
- Secondaria: conseguenza di traumi, fratture, sovraccarichi funzionali o altre malattie articolari.
Esistono diversi gradi di severità della malattia:
- Lieve: piccoli segni di usura, sintomi lievi o assenti.
- Moderata: dolore più evidente e limitazione delle attività quotidiane.
- Grave: marcata riduzione dello spazio articolare, dolore anche a riposo e difficoltà funzionali significative.
Quali sono i sintomi dell’artrosi di spalla?
I sintomi dell’artrosi di spalla tendono a manifestarsi lentamente e variano con la progressione della malattia. Nelle fasi iniziali, il dolore può comparire solo durante i movimenti, ad esempio quando si alza il braccio o in alcuni gesti quotidiani come pettinarsi, vestirsi, lavarsi, guidare. Con l’evoluzione del processo degenerativo possono aggiungersi sintomi quali:
- dolore persistente, anche notturno;
- rigidità e diminuzione dell’ampiezza del movimento;
- difficoltà nelle attività che richiedono l’uso del braccio;
- sensazione di attrito o scricchiolii nella spalla durante il movimento.
Questi sintomi possono variare di intensità e possono peggiorare nel tempo se non gestiti correttamente.
Quali sono le cause dell’artrosi di spalla?
Le cause dell’artrosi di spalla sono multifattoriali. Alcuni fattori sono non modificabili, come l’età avanzata (soprattutto oltre i 65 anni) e la predisposizione genetica, mentre altri possono essere associati a eventi o condizioni quali:
- Traumi alla spalla, fratture o lussazioni ripetute.
- Patologie reumatiche o infiammatorie (ad esempio artrite reumatoide o psoriasica).
- Lesioni dei tendini della cuffia dei rotatori che alterano la normale meccanica dell’articolazione, la spalla perde stabilità accelerando il processo artrosico.
- Sovraccarico funzionale dovuto a movimenti ripetitivi o posture mantenute nel tempo, comuni in alcune professioni o attività sportive.
Come si diagnostica l’artrosi di spalla?
La valutazione diagnostica dell’artrosi di spalla inizia con la visita ortopedica, in cui lo specialista raccoglie la storia clinica, valuta i sintomi, osserva la mobilità e la funzionalità della spalla. Durante la visita si possono eseguire test specifici per capire quali movimenti aggravano il dolore e valutare la forza muscolare.
Per confermare la diagnosi possono essere richiesti esami strumentali di approfondimento come:
- Radiografie: per osservare la riduzione dello spazio articolare, osteofiti (escrescenze ossee) e altre alterazioni compatibili con artrosi.
- Risonanza magnetica (RMN) o TC articolare: nei casi in cui sia necessario un approfondimento della cartilagine, dei tessuti molli o dei tendini associati.
- Ecografia articolare per osservare le strutture interne della spalla in movimento.
Quali sono i trattamenti per l’artrosi della spalla?
La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui l’entità dei sintomi, la richiesta funzionale del paziente, il grado di artrosi. In genere, i trattamenti per l’artrosi possono prevedere:
- terapia conservativa: quando i sintomi non sono debilitanti, ma è necessario controllare il dolore e mantenere la funzione articolare. L’approccio conservativo può includere:
- farmaci antinfiammatori e antidolorifici
- terapia fisica con esercizi mirati al rafforzamento dei muscoli della spalla e al miglioramento dell’ampiezza articolare
- Infiltrazioni ecoguidate per ridurre l’infiammazione direttamente nell’articolazione.
In casi selezionati possono essere usate terapie rigenerative come infiltrazioni diPRP, con l’obiettivo di supportare la riparazione tissutale.
- artroscopia: se il dolore persiste, pur non essendo presente una forma avanzata di artrosi, può essere considerato un intervento artroscopico per rimuovere frammenti di cartilagine o tessuti infiammati. Non si tratta di una procedura per la cura dell’artrosi, ma può offrire sollievo dal dolore e migliorare la qualità del movimento per un certo periodo.
- chirurgia protesica di spalla: quando l’artrosi è avanzata e causa dolore continuo o limitazioni significative, la sostituzione protesica dell’articolazione permette di recuperare il movimento e risolvere il dolore. Esistono diversi tipi di protesi (anatomica o inversa)che possono essere usate a seconda della condizione della cartilagine e delle componenti ossee, dei tendini della cuffia dei rotatori e delle esigenze funzionali del paziente. Per l’impianto della protesi di spalla possono essere utilizzate diverse tecniche chirurgiche, incluse quelle con sistemi di navigazione 3D con sensori (protesi navigata).
L’intervento di protesi richiede solitamente un ricovero di pochi giorni, un periodo di immobilizzazione con un tutore, seguito da un programma di fisioterapia. In genere il recupero funzionale completo avviene in alcuni mesi.
È possibile prevenire l’artrosi di spalla?
Poiché l’artrosi è una malattia degenerativa multifattoriale, non esiste un modo certo per prevenirla completamente. Tuttavia, è possibile adottare abitudini che riducano il rischio di insorgenza o rallentino la progressione della malattia:
- Evitare traumi ripetuti o microtraumi alla spalla
- Mantenere uno stile di vita attivo
- Controllare il peso corporeo e gestire le condizioni metaboliche (come il diabete)
- Smettere di fumare
- Rafforzare la muscolatura della spalla con esercizi specifici.
Queste misure non garantiscono la prevenzione della malattia, ma possono contribuire a mantenere la funzione articolare più a lungo e migliorare la qualità della vita della persona.
