Casa di Cura Privata
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Le malattie della tiroide rappresentano una delle patologie più frequenti nel nostro Paese. Si calcola che ne sia affetto oltre il 10% della popolazione.
In alcuni casi il problema è noto ed evidente, ma molto spesso la malattia può essere, almeno nelle prime fasi, del tutto asintomatica.
Per questa ragione, il Club delle UEC (Unità di Endocrinologia Italiane) e l’Associazione italiana della Tiroide, in collaborazione con il Ministero della Salute, hanno organizzato nel mese di marzo la Settimana Nazionale della Tiroide, giunta quest’anno alla sua quarta edizione. Le sedi prescelte per l’iniziativa sono state 150 in Italia, tra le quali, per la prima volta, anche la clinica Sedes Sapientiae che ha messo a disposizione il suo nuovo Centro di Diagnosi e Terapia della Tiroide, una struttura all’avanguardia nel panorama torinese.
Nato nel gennaio 2010, il Centro di Diagnosi e Terapia della Tiroide è un centro interdisciplinare che si avvale di un team di specialisti: la dottoressa Gabriella Gallone, endocrinologa, il dottor Roberto Garberoglio, ecografista, e il dottor Pier Giorgio Nasi, che si occupa da anni di chirurgia della tiroide.
Quali sono le patologie della tiroide? «Le patologie della tiroide – spiega la dottoressa Gallone - si distinguono in alterazioni morfologiche (gozzo/nodulari) e alterazioni funzionali (ipertiroidismo e ipotiroidismo). Il primo passo per la diagnosi sono la raccolta della storia clinica del paziente e la visita dell’endocrinologo. Se indicato, si eseguono gli esami di laboratorio e l’ecografia, (raramente associata all’esame citologico) che eseguiamo tutti all’interno della struttura. Soltanto in rari casi è indicata la scintigrafia».
A questo punto, con il quadro completo alla mano, sta ai professionisti definire la strategia terapeutica. «Prendiamo ad esempio i nodi tiroidei – spiega il dottor Garberoglio – Nella popolazione adulta il 4-7% si individuano solo con la palpazione, attraverso l’esame ecografico saliamo al 60-70%. Per questo è importante, in alcuni casi, sottoporsi all’esame. La presenza di questi nodi comunque non significa necessariamente che si sia affetti da qualche patologia e, anche se così fosse, il rischio di malignità è appena del 5%».Non è dunque detto che un nodo percepibile con la palpazione o ecograficamente sia indice di una patologia: «Ci sono casi – spiega il dottor Nasi – in cui la situazione è assolutamente nella norma e non bisogna fare nulla, altri in cui è necessaria una cura farmacologica, altri ancora che necessitano di intervento chirurgico». In alternativa a quest’ultima soluzione, in alcuni casi selezionati, i nodi di grosso volume possono essere trattati con laser o radiofrequenza, che a Torino la clinica Sedes Sapientiae è l’unica struttura privata a eseguire.
Le alterazioni funzionali (ipertiroidismo e ipotiroidismo) devono sempre essere trattate in modo tempestivo ed efficace con la terapia farmacologica.
Chi deve sottoporsi a questi controlli? In primo luogo chi ha familiari affetti da malattie tiroidee, chi è stato esposto a radiazioni o è affetto da patologie autoimmuni. Nelle donne in età menopausale può essere utile eseguire ogni cinque anni il dosaggio del TSH (che si effettua con un semplice prelievo di sangue) per diagnosticare precocemente la presenza di ipotiroidismo.
La patologia è non esclusivamente, ma prevalentemente femminile. Una particolare attenzione va quindi riservate alle future mamme. «Nei primi tre mesi di gravidanza – spiega la dottoressa Gallone – il 2,5% delle donne dà segnali di malattia autoimmune della tiroide. L’importante è saperlo, per potersi curare ed essere seguite fino al parto e anche nei mesi immediatamente successivi. Da oltre vent’anni studio il rapporto tra le patologie tiroidee e la difficoltà di procreazione e posso affermare che anche le donne tireopatiche possono affrontare la gravidanza (spontanea o per procreazione medicalmente assistita) e, se adeguatamente seguite, possono generare figli sani».