Casa di Cura Privata
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Ha un ruolo sempre più importante nella diagnostica senologica che combatte il tumore della mammella accanto alla triade diagnostica composta da esame clinico, mammografia e esame citologico.
Agli inizi l’ecografia mammaria non andava oltre la differenziazione tra natura solida e liquida del nodulo.
Dagli anni Ottanta, invece, grazie all’evoluzione tecnologica delle apparecchiature dotate di sonde a elevata frequenza e di una sempre maggiore risoluzione dell’immagine, questo esame permette un’approfondita analisi dei caratteri morfo ed eco strutturali del nodulo consentendo il raggiungimento di un’accuratezza diagnostica per il cancro della mammella valutata tra il 78 e il 96%.
L’esame ecografico si è inoltre dimostrato utile nello studio delle alterazioni benigne della mammella (malattia fibrocistica, fibroadenomi, patologia flogistica, dilatazioni dei dotti galattofori), in particolare quando queste alterazioni si manifestano in mammelle mastosiche ad alta componente ghiandolare o in quadri di seno denso giovanile.
La tecnica ecografica è inoltre utilizzata per lo studio della mammella operata, per la guida al prelievo citologico bioptico di lesioni non palpabili, ma ecograficamente evidenziabili e per il posizionamento preoperatorio di repere metallico su noduli non palpabili.