Medicina InternaLa Casa di Cura Sedes Sapientiae è dotata di un Servizio di Medicina Interna. Dal primigenio status di clinica fondata preminentemente per soddisfare esigenze chirurgiche, l’attività di diagnosi e cura si è espansa anche alle specialità non chirurgiche, eminentemente mediche, con Specialisti in materie come la Medicina Interna, la Cardiologia, l’Endocrinologia, la Gastroenterologia, la Reumatologia, l’Ematologia, la Pneumologia e altre, secondo le necessità dei pazienti che afferiscono alla clinica.

La Medicina Interna storicamente precede le altre specializzazioni, che da essa hanno gemmato per l’espandersi delle conoscenze scientifiche in campi del conoscere medico che hanno meritato negli ultimi decenni la costituzione di corpi dottrinari assai specifici, non più contenibili in un’ unica branca medica come fu, ab initio, la nobile Medicina Interna, dotata di un vastissimo campo applicativo che rappresenta, nella sua eterogeneità, luogo di confronto e innovazione indispensabile al progresso della medicina contemporanea.

Da una parte, infatti, le diverse branche del sapere e del fare medico si separano con una sempre maggior specializzazione, ma la Medicina Interna, da non confondere con la Medicina Generale che riveste altri saperi e fini, resta punto di partenza e di arrivo di qualsiasi competenza medica.

La discussione più recente riguarda la definizione di Medicina Interna, utile anche a chi di essa deve usufruire, il paziente stesso. Una “specialità medica non chirurgica che riguarda patologie degli organi interni dei soggetti adulti”, definizione spesso adottata negli Stati Uniti. Gli Internisti dovrebbero allora essere professionisti esperti nella prevenzione delle malattie e affezioni complesse, multi-organo e multi-sistema del corpo umano. La collaborazione attiva tra i vari specialisti comporta certamente una migliore qualità dei risultati clinici in pazienti con situazioni complesse, e nel contesto di tale collaborazione l’Internista è chiamato specificamente alla “inter-poli-trans-disciplinarietà”, funzione essenziale nell’orientamento clinico mirato, con opera di selezione prima ed eliminazione eventuale, poi, delle opzioni diagnostiche.

Dunque la figura dell’Internista diventa centrale nella comunità medica ma anche nella società moderna, in un panorama tecnologico in rapida evoluzione, per il suo ruolo nella gestione globale delle situazioni cliniche complesse in un momento storico in cui sovente non sono i progressi tecnologici a seguire la ricerca scientifica ma la ricerca a seguire la tecnologia in evoluzione, per cui diventano assolutamente necessarie linee-guida di orientamento per regolare questi reciproci rapporti.

Se già nel 1887 il grande clinico Charcot scriveva che “la medicina clinica è soprattutto lo studio degli aspetti difficili e della complessità delle malattie e quando un paziente ricorre a te non ha l’obbligo di avere una malattia complessa solo per compiacerti”, oggi dovrebbe essere totale la consapevolezza che il prendere decisioni (dovere quotidiano dell’Internista) sulla terapia farmacologica in pazienti con diverse forme patologiche concomitanti, richiede la valutazione di un equilibrio ottimale tra benefici attesi, rischi calcolabili e possibili danni nel contesto delle preferenze e valori del singolo paziente. Questo è il “mestiere” dell’Internista colto e dedito.

Ora, nell’ambito della Sedes Sapientiae, specialisti di varie branche della Medicina Interna operano con competenza e professionalità animati dal desiderio di creare un pool di alto valore e di alto profilo professionale. Sono presenti l’Internista, il gastroenterologo, l’Endocrinologo, il Cardiologo, il Pneumologo e l’Ematologo, sia in ambito ambulatoriale sia in corsia nel caso di ricovero del paziente.

Non è, questo, luogo di Medicina d’Urgenza, quanto piuttosto di valutazione attenta, dedita e consapevole del paziente che necessita di inquadramento diagnostico o di stabilizzazione e ottimizzazione di terapia o, ancora, di recupero nel breve-medio termine di situazioni post-chirurgiche. Esempi per tutti, la diagnosi e la terapia del diabete, dell’ ipertensione arteriosa e delle alterazioni del metabolismo dei grassi, o la diagnosi e la terapia iniziale delle malattie dell’apparato digerente e del sistema endocrino. La clinica mette a disposizioni esperti endoscopisti per le diagnosi gastroscopiche o colonscopiche delle malattie gastroenteriche.

L’Internista sarà presente per attuare ed eventualmente coordinare l’iter diagnostico e terapeutico con i Colleghi delle specialità mediche, ma anche per seguire pazienti reduci da interventi chirurgici che presentino comorbidità di carattere medico-internistico.

Infine, una breve e curiosa annotazione. Nel suo libro “Rumore bianco” il noto Don De Lillo, scrittore statunitense, scrive a proposito della figura del medico internista: “A New York chiedono se hai un buon internista. Ecco dove sta il potere. Gli organi interni. Fegato, reni, stomaco, intestino, pancreas. La Medicina Interna è la pozione magica… Da un buon Internista derivano energia e carisma, del tutto al di là della cura che somministra. Si chiedono notizie di fiscalisti, di operatori finanziari, di spacciatori. Ma a contare sul serio sono gli Internisti”.

Vittorio Gallo M.D.
Professor of Internal Medicine
Torino University – School of Medicine